Game over?
Scrivere qui mi fa un po' l'effetto di gridare in una vallata di montagna solitaria. Un sacco di echi, ma in fondo sono parole al vento, sono decine di decibel lanciati per aria.
Mi ricordo di quando qui era tutto fermento e vita, di quando scrivevo tre parole qualsiasi e dieci persone si affrettavano a dire la loro. Non impressionante, se vogliamo ben vedere, non se paragonato ad altri analoghi blagsorz che si trovano in giro, ma ammè mi piaceva. Di più sarebbe diventata una cosa impersonale, così invece era un piccolo salottino in cui potermi lamentare della vita, ed in cui i miei lettori... far che cosa? Compatirmi? Riderne? Empatizzare? Non saprei, ed a questo punto, probabilmente poco importa.
Poco importa perché di lettori direi che non ne ho più. Colpa mia, chiaro, colpa della mia incapacità di reinventarmi, da cinico panzuto nano che ama lamentarsi di ogni cosa (e le cui sventure erano evidentemente ottimo intrattenimento di seconda serata), ad alata creatura cui la vita pare aver concesso ogni cosa.
Potrei a questo punto dire che tanto varrebbe provare a reinventarsi ora, dato che di fondo, questo ridicolo trompe l'oeil che faceva sembrare un musical i miei giorni si scioglie come l'Ultima Cena presa a secchiate di trielina. Almeno potrei attrarre una nuova schiera di mosche con l'olezzo di lamentele nuove e fresche - per la maggior parte, quantomeno.
Se ho imparato una cosa in quest'anno e mezzo, è non lamentarmi di ogni virgola che non va nella mia vita. Positivo? Sì, ma fino ad un certo punto. Forse ho lasciato accumulare le virgole, creando un enorme sacco di punteggiatura che preme per trovare collocazione nel suo testo. E quando le virgole premono pressanti, c'è poco da fare. Forse si è già giunti ad un punto di rottura, a multipli punti di rottura, troppi per poterli riparare.
Mi sento come se Carlo V, d'un tratto, di tutto il suo impero, senza sapere nemmeno come, si ritrovasse solo soletto a Digione. E l'Austria, e la Germania, e l'Italia, e la Spagna, ed i Paesi Bassi e Cuba, ed il Messico, ed il Cile, ed il Perù? Tutti per i cazzi loro, come se Carlo mai fosse nemmeno esistito. Per carità, a Digione Carlo si consola con chili di senape divina, eh. Però come può non chiedersi dove siano finiti i suoi antichi territori?
E questo io non lo capisco. Perché Carlo era saldo nel suo Impero finché le cose gli andavano male, finché era un omino noioso e petulante che si piangeva sulla spalla. Nel momento in cui - conquistata Digione, incidentalmente - Carlo rialza la testa, e smette di essere noioso e petulante, ecco che alla chetichella gli altri stati gli alzano il ditone, e le comunicazioni si perdono. Va bene, Digione è in Francia, e la Francia è l'unico vero nemico dell'impero di Carlo, però almeno una spiegazione? Uno heads up?
No, Carlo se ne deve accorgere da solo, perché nè Spagna nè Italia nè Germania nè Austria, nè nessun altro stato gli va a dire "sai che c'è Carlo caro? Ci hai rotto il cazzo, noi mo' ci governiamo per i cazzi nostri". Lo fanno, e basta.
E la domanda vera di fondo è: perchè? Delle due l'una: o i vari stati preferivano un imperatore petulante e debole, oppure odiano davvero profondamente la Borgogna. Ma entrambe sembrano due spiegazioni assurde: perché preferire un imperatore sfigato ad uno fiero e forte? E la Borgogna, 'zzo ha fatto, poraccia?
Insomma, metafore a parte, da Giugno nulla è migliorato, anzi. Molto è peggiorato.
Ed io corro in cerchi, essenzialmente. Come se avessi un piede puntellato a terra: con l'altro posso correre cento miglia, ma torno sempre da capo. Posso illudermi di cambiare, ed anzi in realtà cambio davvero; ma di fondo, certi temi sono sempre quelli, sempre, sempre, sempre quelli.
Ed inizio ad esserne stufo, se dobbiamo essere sinceri. Solo che stavolta la scelta è quella degli anfibi nel cenozoico (o giù di lì): lascio l'acqua per diventare un rettile? O resto un anfibio, che è quello che sono stato finora? Evoluzionisticamente, per fortuna che loro abbiano scelto la terraferma, o queste parole le leggereste in un computer subbaqquo, ora. Ma non è facile vedere la scelta evoluzionisticamente ottimale.
Io so di essere un narcisista. Grazie al cazzo se lo so, e grazie al cazzo che lo sapete anche voi, alla nausea.
Ma quello che odio, è che nessuno (o quasi) si ricorda mai come mai uno lo sia.
Non è che uno sia narcisista perché davvero creda di essere più figo degli altri, o perché sia uno stronzo che vuole strofinare i suoi successi in faccia agli altri.
Uno è narcisista perché si sente una merda dentro, e non ci tiene a mostrare a tutti quella merda.
Game over?
Io l'ho sempre detto che te le racconti troppo su, elfo.






